Politica

Peculato in Regione: archiviazione per Luigi Cobellis e altri sei consiglieri regionali

Accolta la richiesta di archiviazione per il segretario provinciale dell’UDC, Luigi Cobellis, e per altri sei consiglieri regionali accusati di peculato (Angelo Giancarmine Consoli, Giovanni Fortunato, Antonio Valiante, Giovanni Baldi e Anna Petrone).

Nello specifico, la richiesta si inserisce nell’ambito di una complessa attività d’indagine volta alla verifica di eventuali condotte illecite da parte dei responsabili dei Gruppi Consiliari e dei singoli consiglieri regionali in relazione al conseguimento e all’impiego dei fondi messi a loro disposizione, a vario titolo, dal Consiglio Regionale della Campania.

Come si ricorderà, nel luglio del 2013, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco e svolta dal pm Giancarlo Novelli, ben 57 consiglieri ed ex consiglieri regionali della Campania furono invitati a presentarsi dinanzi al giudice della Procura di Napoli per rispondere dell’accusa di peculato. Sotto la lente d’ingrandimento della Procura sarebbero finiti i fondi per le attività dei gruppi nel biennio 2010-2012, circa un milione e cinquantamila euro l’anno.

Nello specifico, i 57 indagati, fra cui 10 della provincia di Salerno, furono accusati di uso privatistico del “Fondo per il funzionamento dei gruppi regionali” della Regione Campania.

Secondo i pm i consiglieri si sarebbero appropriati delle somme, utilizzandole per spese non legate all’attività istituzionale. Tutti gli indagati avrebbero infatti pagato con i rimborsi pubblici spese “fatte in casa”, dai giocattoli per i figli ai ristoranti e alberghi, dalla tintura per capelli fino alla cialdina del caffè. Oltre due milioni e mezzo di euro di cui si sarebbero appropriati in maniera del tutto illecita.

Il decreto di archiviazione in favore di Cobellis e degli altri sei consiglieri regionali è stato emesso dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Napoli, dott. Roberto D’Auria, che, sulla base della documentazione acquisita presso gli uffici regionali, suffragata peraltro dalle informazioni fornite sia dagli apparati burocratici sia dagli stessi consiglieri regionali, ha potuto accertare che i canali di finanziamento dell’attività politica svolta a livello regionale sono, in realtà, differenti e caratterizzati, fra l’altro, da altrettanti diversi regimi giuridici in termini di modalità di pagamento, rendicontazione e controlli.

È stato infatti appurato che il finanziamento ai Gruppi Consiliari è riconducibile a varie leggi regionali succedutesi nell’arco del tempo, laddove un’ulteriore forma di sostegno economico all’attività politica dei consiglieri regionali è stata introdotta con la previsione di un capitolo di spesa (il 5093) finalizzato a finanziare le attività di informazione e comunicazione dei Gruppi Consiliari. Quest’ultimi, per la liquidazione dei compensi, sulla base di idonee istruttorie, devono necessariamente emettere fatture e/o altri documenti fiscali validi alle prestazioni professionali ricevute dai gruppi con l’obiettivo di divulgarne l’attività. Ulteriore forma di finanziamento è poi rappresentata dal “fondo assistenza attività istituzionali”.

Alla luce di queste considerazioni, è emerso che Cobellis e i sei consiglieri indagati hanno tutti adeguatamente giustificato gli importi a loro erogati, in rapporto a quanto espresso nel quadro normativo di riferimento. La spesa da loro effettuata inoltre è risultata riconducibile alle finalità previste dalla legge. In questo senso, sono stati ritenuti sovvenzionabili dal Consiglio anche i costi per il materiale propagandistico, nonché le spese per pranzi o cene di lavoro, rinfreschi in occasione di incontri di propaganda e anche oggetti regalo per simpatizzanti o militanti.

Nulla di nuovo sotto il sole per il segretario provinciale del UDC, Luigi Cobellis: «Ho sempre detto che sarebbe successo perché ero sicuro e certo di come ho tenuto il mio ruolo in questi anni».

Emerenziana Sinagra

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