Attualità

Caso Vassallo, Dario attacca e gli amministratori fuggono

«Per le petizione i sindaci ci sono, per Angelo no»

Nervosismo, qualche sguardo spaventato e addirittura l’abbandono della platea. È quanto accaduto domenica pomeriggio a Vatolla, frazione di Perdifumo, nel cortile di Palazzo Vargas. Ad avere questo atteggiamento sono stati alcuni sindaci cilentani presenti all’incontro in cui il primo cittadino di Napoli Luigi de Magistris ha presentato il suo movimento politico. La serata è stata dedicata ad Angelo Vassallo, sindaco di Pollica ucciso da mano ancora ignota nel settembre del 2010, ed infatti erano presenti Dario, il fratello, e il cantautore Giancarlo Di Muoio che al “sindaco pescatore” ha dedicato una canzone.

Ed è stato proprio Vassallo a seminare panico tra la folla e a far indignare i pochi sindaci presenti che hanno abbandonato il cortile inveendo contro di lui. A scatenare le ire funeste dei primi cittadini cilentani l’intervento col quale Vassallo è tornato sulla questione Franco Alfieri. Nel gennaio scorso, oltre 400 firmatari tra sindaci, consiglieri comunali e segretari di partito, appoggiarono la petizione nella quale si chiedeva al Partito Democratico di candidare Alfieri alla Camera alle elezioni del 4 marzo. Un qualcosa di assolutamente legittimo e legale e portato avanti nel pieno rispetto delle volontà degli amministratori ma Dario Vassallo si legò al dito la questione e ad oggi continua a portare avanti una battaglia.

«Voglio i nomi di tutti coloro i quali hanno firmato quel documento – ha tuonato dal palco – voglio vederli in faccia, sapere perché gli stessi non erano a Pollica quando c’è stata la marcia per chiedere giustizia per Angelo». Qui il disagio ha iniziato a serpeggiare tra i presenti ma Vassallo aveva pronto il colpo di grazia: «Quei nomi andranno all’Antimafia. Pretendo che si indaghi sulle loro posizioni: dovranno spiegare alla Legge il perché della loro decisione». A questo punto qualcuno si è alzato ed ha preferito battere in ritirata, facendosi notare dagli astanti e dallo stesso Vassallo che a termine dell’incontro non ha voluto commentare ma solo stigmatizzare: «Si è respirata aria più pulita».

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