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Pisciotta – Linea Ferroviaria e strada a rischio. Parla Ortolani.

La strage ferroviaria in Puglia ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza delle ferrovie nel sud Italia. Uno dei punti maggiormente critici nel territorio del Cilento si trova tra il comune di Pisciotta e Ascea in località Rizzico.

Una frana trentennale interessa sia la linea ferroviaria strategica che collega il nord con il sud dell’Italia lungo il Tirreno che la ex strada statale 447 ieri protagonista di un incidente dove un autista ha perso il controllo del proprio mezzo pesante finendo fuori strada, nonostante i divieti.

A parlare del problema il Professore Franco Ortolani ordinario di geologia all’università Federico II di Napoli.

L’accento, oltre che essere posto sulla sicurezza dei viaggiatori, è posto anche sull’aspetto socio economico, in quanto una eventuale interruzione della tratta ferroviaria comporterebbe danni strategici per il trasporto.

Ortolani spiega come non serva solo monitorare il fenomeno franoso, come si fa da anni, per interrompere la linea fidando nella continuità della lentezza del movimento, in quanto le caratteristiche geologiche e geomorfologiche lasciano aperta la possibilità anche di uno “scatto” rapido .

La linea ferroviaria tirrenica Battipaglia-Reggio Calabria rappresenta l’asse di importanza strategica per lo spostamento di persone e merci tra il sud (Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania) e il centro-nord dell’Italia. Una sua interruzione determinerebbe gravi ripercussioni economiche a scala nazionale.

Tra le stazioni di Pisciotta ed Ascea Marina la rete ferroviaria scorre quasi completamente in due gallerie; il binario verso nord è quello più vicino al mare e all’altezza del Torrente Fiumicello scorre su di un viadotto che originariamente era alto circa 7-8 m rispetto all’alveo mentre tra il 2009 e il 2010 era più alto dell’alveo di 1-2m solamente.

La frana è del tipo a scorrimento rotazionale con superfici profonde lungo le quali avviene il lento scivolamento delle rocce verso il Vallone Fiumicello.
La pendenza del versante interessato è elevata, per cui vi è la possibilità che il dissesto (finora lento) possa avere una improvvisa accelerazione che risulterebbe catastrofica per la strada ex Statale 447 e la linea ferroviaria.
Una simile evenienza causerebbe l’interruzione delle comunicazioni ferroviarie tra il sud e il centro-nord dell’Italia con gravi danni economici e disagi per i passeggeri.

Allo stato attuale si può affermare che l’evento catastrofico avverrà ma non si può prevedere quando esso si determinerà. La situazione è tale, spiega il professore, per cui deve essere realizzata immediatamente una nuova galleria in sicurezza per evitare la zona in frana o altro idoneo intervento che garantisca la sicurezza dei treni e la funzionalità della rete ferroviaria di strategica importanza per la nazione.

La frana è lunga circa 500 m e larga circa 400 m; il volume di rocce coinvolte è dell’ordine di 2-4 milioni di metri cubi; il peso di un metro cubo varia da 1500 a 2000 chilogrammi. La linea ferroviaria è variamente interessata nel tratto in viadotto sul Vallone Fiumicello e nell’ultimo tratto delle gallerie Pisciotta-Vallone Fiumicello.

Alcune centinaia di metri ad ovest vi è un’altra frana verificatasi in passato, caratterizzata da una nicchia di distacco adiacente a quella della frana attiva di Pisciotta e da un terrazzo di frana su cui scorre la strada. Tale frana antica fornisce indicazioni sulla probabile evoluzione della frana attiva di Pisciotta. E’ molto probabile che l’evoluzione geomorfologica causerà l’abbassamento della parte di versante a monte della strada e il rigonfiamento della parte sottostante fino all’alveo del Fiumicello. Tali deformazioni sconvolgeranno drasticamente la morfologia della parte basale della frana dove sono ubicati il viadotto e le gallerie ferroviarie in corrispondenza del Vallone Fiumicello.

Mentre si può dire che sicuramente il fenomeno evolverà interessando più gravemente strada e linea ferroviaria, non si è in grado di prevedere se la sua evoluzione continuerà ad essere lenta e progressiva oppure sarà caratterizzata da improvvise accelerazioni. Vari fattori possono causare improvvise accelerazioni, come ad esempio eventi sismici ed eventi idrologici eccezionali.

Il fenomeno franoso è sotto osservazione costante per evitare che si possano avere vittime tra coloro che circolano sulla ex Strada Statale e sui treni. La strada è funzionante e da molti anni viene mantenuta aperta, oggi solo per i mezzi di soccorso, grazie ad una continua sistemazione.

Dando per scontato che i sistemi di monitoraggio siano in grado di salvaguardare le vite umane, è evidente che la inevitabile evoluzione della frana causerà, prima o poi, l’interruzione della rete ferroviaria e una conseguente irrimediabile emergenza economica.

Per ora le competenti autorità si sono limitate ad assistere e a monitorare la progressiva decadenza della strada e della linea ferroviaria.

Ortolani punta il dito contro Italferr che è responsabile degli interventi di adeguamento, potenziamento e rinnovamento dei principali itinerari della rete ferroviaria italiana e avrebbe dovuto già essere intervenuta per eliminare il serio e inevitabile rischio causato dalla frana di Pisciotta.

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