Morte Aldo Masullo, il ricordo dell’Ass.ne Culturale “oltrePisacane”

Morte Aldo Masullo, il ricordo dell’Ass.ne Culturale “oltrePisacane”

25 Aprile 2020 0 Di Redazione

È morto a Napoli il filosofo Aldo Masullo, tra i più importanti del secondo Novecento italiano. Aveva compiuto 97 anni lo scorso 12 aprile. Nato ad Avellino (ma vissuto a Torino fino all’età di dieci anni), era professore emerito di filosofia morale all’Università Federico II di Napoli. Dal 1972 al ’76 era stato deputato, e dal ’76 al ’79 senatore, eletto come indipendente nelle liste del Pci, quindi di nuovo senatore dal 1994 al 2001 per i Ds.

I legami con il Cilento

A ricordarlo l’Associazione Culturale “oltrePisacane” nella persona del Presidente Franco Maldonato: “Ci ha lasciati Aldo Masullo. E’ stato un grande Maestro. Un filosofo che ha incrociato molteplici correnti culturali, dall’esistenzialismo allo spiritualismo, dall’idealismo alla fenomenologia. Mi piace ricordare che fu ospite di oltrePisacane, a Sapri,il 5 aprile 2014 per un confronto sul tema della globalizzazione. Ricordo, in particolare, di avergli chiesto quale scenario riuscisse a immaginare di fronte al fallimento della visione marxista (che preconizzava l’implosione del capitalismo) e alla sconfitta del liberismo, che credeva nella razionalità del capitalismo e nella sua capacità di regolare da solo il rapporto tra la domanda e l’offerta e di temperare l’impulso al profitto. Masullo rispose di non avere una ricetta, ma una chiave di interpretazione della globalizzazione come ineliminabile condizione dell’individuo piccolo e insignificante costretto a interrogarsi sul più vasto paesaggio di cui è inevitabilmente parte. E riprese i temi da lui sviluppati negli anni ’60, affermando che il fondamento dell’uomo sta nell’intersoggettività, ribadendo la sua fede nella ragione che sola può preservare la convivenza pacifica.

Era davvero la sua fede e, alla luce di questa fede, lui riteneva che potessero risolversi i problemi della finanziarizzazione del capitalismo, della recrudescenza delle disuguaglianze tra i popoli e, all’interno dei popoli, tra i singoli individui. Ma anche di arginare il delirio di onnipotenza che l’uomo esercita sulla natura e che ci ha condotto al cambiamento climatico e all’odierna pandemia”.

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