Attualità

Inquinamento e fiume Sarno: tornano i gamberi nelle acque

Una foto inviata da un cittadino testimonia il ritorno dei gamberi di fiume nel Sarno, le cui acque sono tra le più inquinate d’Europa. Nei giorni scorsi vi erano stati già dei prelievi di campione disposti dal ministro Costa

Il fiume Sarno, le cui acque attraversano ben tre Province e trentanove Comuni della Campania, nei giorni scorsi era tornato alla ribalta per il nuovo colorito limpido” proprio nel periodo in cui a causa dell’emergenza Covid-19 il Governo aveva disposto la chiusura delle attività industriali. Una possibile correlazione che non ha sorpreso visto che anche le immagini satellitari hanno mostrato la scomparsa della “macchia” di CO2 e il ritorno, tutta la penisola, di flora e fauna nei vari centri urbani. Nel Sarno, invece, sono tornati i gamberi di fiume o meglio, sono aumentati drasticamente, come ci racconta in anteprima un cittadino locale.

La testimonianza di Antonio

Antonio è uno dei tantissimi coltivatori diretti del territorio sarnese e qualche giorno fa, in uno dei canali di irrigazione del proprio terreno, ha rinvenuto decine di gamberi di fiume che ha raccolto in un recipiente. Gli stessi gamberi, riconoscibili dal colore scuro della crosta rispetto a quelli di mare, che si sono visti nelle acque del fiume. Sul motivo di questa – ennesima – apparizione in concomitanza della chiusura delle attività industriali, ci racconta: “Sicuramente l’inquinamento in questo periodo è diminuito visto la chiusura delle attività industriali. Infatti la mia zona ha subito una forte “bonifica” e l’ho notato principalmente dal fatto che si sta ripopolando di una fauna che da anni era scomparsa. Da quel che sento e vedo in giro mi sembra di capire che in molte località di Italia il lockdown ha cambiato qualcosa ed ha influito sull’ambiente. Purtroppo, però, sono sicuro che una volta riprese le attività, ritornerà tutto com’era. Spero che quest’esperienza abbia fatto comprendere che bisogna rispettare l’ambiente. Per quanto riguarda il lavoro nei campi il Covid-19 non ha influito molto, infatti l’agricoltura continua a fornire i propri servizi al Paese, noi contadini non abbiamo avuto particolari difficoltà a proseguire il lavoro”. Antonio, infine, termina narrando di come suo nonno, quand’era adolescente, era solito farsi delle nuotate nel Sarno e addirittura pescare. Insomma, scene che la generazione di oggi non può nemmeno lontanamente immaginare.

Il fiume Sarno

Quello dell’inquinamento del Sarno è un problema molto conosciuto. Infatti nel sito ufficiale della Protezione Civile Nazionale vi è una pagina dedicata dove si legge che “nel territorio interessato si trovano i poli industriali agroalimentare e conciario che sono industrie traino per l’economia del territorio ma anche la fonte più elevata di inquinamento ambientale dell’intera zona” ed infatti si deduce che “la combinazione tra l’alta densità di popolazione e la presenza di attività economiche altamente inquinanti ha creato una situazione ambientale di estrema precarietà“. Pertanto non sono “fantasie” della popolazione ma dati reali ed ufficiali riscontrati dal Dipartimento della Protezione civile. Infine, proprio nei giorni scorsi il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha disposto controlli e monitoraggi in tutta la penisola, nonchè il prelievo di campioni ( incluso delle acque del Sarno ) per verificare questo improvviso mutamento delle condizioni chimiche e fisiche.

Pierfrancesco Maresca

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to top button
WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com

Rilevato blocco pubblicitario

Abbiamo rilevato che hai attivato un software per il blocco delle pubblicità. La nostra testa online ha bisogno di queste inserzioni per rimanere attiva e garantire un servizio di qualità. Non ti chiediamo nulla se non di vedere qualche banner in cambio di notizie aggiornate. Grazie La TV di Gwendalina